Sulla Radioterapia ad Ariano Irpino solo ritardi finalizzati a favorire le cliniche private.

Gli Ospedali di Ariano Irpino e Sant’Angelo Dei Lombardi sono le uniche strutture che posseggono tutti i requisiti per attivare la Radioterapia.

Ad Ariano, in particolare, abbiamo sia le strutture che i soldi per realizzare la radioterapia e, malgrado ciò, l’Ospedale da quattro anni sta subendo un ritardo ingiustificato. Nel frattempo, però, sono stati già abbondantemente avviati i lavori per costruire una radioterapia presso la clinica privata di Mirabella, a pochi chilometri dall’Ospedale di Ariano.

Oggi leggiamo sui giornali che De Mita prova ad intestarsi goffamente la lunga lotta dal basso avviata ad Ariano per avere un impianto di Radioterapia presso l’Ospedale Frangipane.

Questo maldestro tentativo, però, si infrange contro la dura realtà. Fosse dipeso da De Mita, in provincia ci sarebbero state solo due radioterapie private. Questo è quanto decisero nel 2015 Caldoro e De Mita con la Delibera n. 50 del 2015.

Paradossalmente oggi De Mita può parlare ancora della Radioterapia ad Ariano Irpino perché Maraia si è sempre opposto alla delibera 50/2015 voluta da Caldoro con l’appoggio di De Mita.

Le mie obiezioni sono state e rimarranno sempre le stesse: la radioterapia non può essere attivata in una clinica privata che non ha un reparto di oncologia e che non possiede i requisiti previsti dal Bando pubblicato a Dicembre del 2014 dallo stesso Caldoro.

Se da un lato sono soddisfatto del fatto che De Luca abbia deciso di attivare due nuove radioterapie in provincia di Avellino, più una nella provincia di Benevento, non sono però soddisfatto di come De Luca abbia spezzettato il servizio di radioterapia.

Ho più volte denunciato che la precedente programmazione, con sole 4 radioterapie e due punti d’accesso (Moscati e Rummo), era del tutto insufficiente per il fabbisogno della macroarea Avellino-Benevento e finalmente è stata accolta una nostra richiesta, quella di attivare 6 Radioterapie nella Macro Area Avellino Benevento che conta più di 700000 abitanti e necessita di almeno una radioterapia ogni 110.000 abitanti. Questo è di certo un bene.

La mia preoccupazione nasce dal fatto che la radioterapia è una terapia oncologica salvavita che necessita, secondo le linee guida ministeriali, della presenza di due macchinari istallati presso un unico Punto di accesso (ospedale) per una ragione molto semplice: nel caso in cui si dovesse rompere un apparecchio si può continuare il trattamento grazie alla presenza di un secondo apparecchio nello stesso Bunker dove avviene la terapia.

De Luca dando una radioterapia ai privati ha deciso di non garantire la presenza di due radioterapie presso la stessa struttura: una scelta presa sulla pelle dei cittadini. Inoltre, mentre allo stato attuale i lavori di realizzazione della radioterapia privata sono in uno stato avanzato, quelli per la realizzazione della radioterapia presso l’Ospedale di Ariano sono ancora in alto mare.

Non è il momento di cantare vittoria, ma è il momento di rimanere vigili. Chi si abbandona a facili entusiasmi in questo momento dimostra soltanto di conoscere superficialmente la vicenda.

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