Si utilizza il simbolo della Regione Campania per tutelare la lobby della sanità privata

È vergognoso che si usi il simbolo della Regione Campania per tutelare la lobby della sanità privata. È ancor più vergognoso che una deliberata politica volta a tutelare i profitti degli ospedali privati a danno dei pazienti e delle casse pubbliche venga spacciata per una difesa dei posti di lavoro.

Sappiamo che la vecchia politica, per decenni, ha trattato il sistema sanitario come se fosse il proprio giardino di casa. Dalle nomine politiche dei vertici ospedalieri, ai più vergognosi favori agli amici degli amici. Gli ospedali pubblici, nel tempo, sono stati continuamente depotenziati, sembrati, accorpati, abbandonati a se stessi.

Il motivo è semplice: l’unico modo per poter creare molte cliniche private è distruggere la sanità pubblica.

Il Movimento 5 Stelle ha deciso di dire basta a tutto questo. Il diritto alla salute dei Campani non può e non deve continuare ad essere un diritto di serie B. Per questo il Movimento ha chiesto che anche in Campania venga ripristinato il rispetto della legalità e degli standard ospedalieri previsti dal DM 70/2015. Queste sacrosante richieste di rispetto della legalità sono bastate per far andare su tutte le furie la Regione: guai a mettere in discussione i profitti degli amici degli amici.

In Regione Campania gli standard ospedalieri non sono rispettati e questo crea un danno alla salute dei cittadini che continuano ad avere cure inadeguate. In Regione sono inesistenti gli ospedali intermedi pubblici, i cosiddetti DEA di primo livello. Ne esiste appena uno a fronte di un fabbisogno minimo di 20 strutture. Al contempo sono presenti ben 18 mocrocliniche private polispecialistiche sotto i 60 posti letto, cliniche che pertanto non posseggono i necessari standard ospedalieri previsti dal DM 70/2015. A partire dal primo gennaio 2017 queste 18 mocrocliniche dovevano essere riconvertite in strutture monospecialistiche o accorpate in strutture più grandi.

Questo avrebbe consentito di tutelare i posti di lavoro, di erogare cure adeguate ai pazienti, di rispettare la legalità e di potenziare gli ospedali pubblici, evitando che la gente, per curarsi, debba emigrare in altre Regioni. De Luca ha fatto l’esatto opposto di quello che doveva fare per legge.

Invece di accorpare e riconvertire le strutture private per tutelare i posti di lavoro, con un colpo di mano ha accorpato e sembrato molti ospedali pubblici al solo fine di permettere a 18 cliniche prive dei necessari standard di continuare a curare i pazienti ed a ricevere soldi pubblici.

Abbiamo deciso di dire basta. Abbiamo deciso di PRETENDERE il potenziamento degli ospedali pubblici e di mettere a norma le 18 cliniche private che non hanno gli standard. Sappiamo che gli interessi privati sulla sanità campana sono molti, sappiamo che ci dovremo scontrare con molti centri di potere poco limpidi. Ma sentire addirittura che chi mortifica da anni la sanità campana e i lavoratori sanitari voglia ergersi a paladino del lavoro è davvero troppo.

 

 

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Commenti

  • Onorevole Maraia, avete messo il dito nella piaga!
    Il sistema sanitario Campano è ostaggio del clientelismo politico che ha prodotto nel pubblico soppressione, degrado e inefficienza dei servizi con gravi disagi per l’utenza, soprattutto nelle zone meno rappresentate come l’Irpinia.
    Mettere mano alla gestione politica e partitica delle ASL è sacrosanto per cercare di restituire dignità e diritti ai cittadini ed agli operatori sanitari.

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