Si implementi il biodigestore di Teora, no a logiche emergenziali

In qualità di portavoce alla Camera del Movimento 5 Stelle, intendo attirare l’attenzione su una vicenda dai contorni paradossali, in merito ad alcune scelte che l’Ato rifiuti sta attuando negli ultimi tempi.

Sette milioni di euro a Teora sono da tempo pronti per il progetto di ampliamento e ammodernamento dell’impianto di compostaggio al servizio di cinquanta comuni della Provincia di Avellino. La Giunta regionale della Campania ha già deliberato lo stanziamento, finalizzato ad intervenire sul sito di trattamento dei rifiuti del tipo umido, che già da anni è in funzione nel comune altirpino. E’ previsto che l’impianto avrà la capacità di trattare circa 12.000 tonnellate di umido l’anno.

Nonostante tale stanziamento di fondi, finalizzato all’implementazione di un impianto già funzionante ed esistente, l’Ato rifiuti continua a puntare alla Valle del Cervaro per l’insediamento di un nuovo impianto di questo tipo.

Non si comprende il motivo per il quale si debba insistere nel valutare l’ipotesi di collocare di un impianto biodigestore, a modalità mista aerobica/anaerobica, nel territorio di Savignano Irpino. Sappiamo bene, infatti, quanto l’area della Valle del Cervaro abbia patito in passato a causa di logiche penalizzanti, espresse per incompetenza o mala fede, che l’hanno resa di fatto lo sversatoio dei rifiuti della Campania intera.

Mi sembra, inoltre, che tali logiche siano mosse da una motivazione più o meno subdola, quella di rappresentare situazioni di natura emergenziale che giustificherebbero il ricorso a soluzioni fatte apparire come necessarie o inevitabili.

Ebbene, il ricorso all’emergenza lo abbiamo già, purtroppo, duramente sperimentato negli anni passati, sulla pelle dei cittadini e a scapito di una già fragile economia agricola, che quotidianamente combatte contro difficoltà di ogni tipo. Non possiamo certo dimenticare tutta la serie di considerazioni e scelte, che portarono all’insediamento, prima della discarica in località Difesa Grande ad Ariano, e, successivamente, di quella di Pustarza, nello stesso territorio di Savignano. Senza dimenticare la minaccia rappresentata dai parchi eolici selvaggi e in spregio ad ogni vincolo o criterio paesaggistico.

Nei prossimi giorni organizzerò un incontro presso il Comune di Savignano Irpino, per parlare insieme ai cittadini di tutte le attuali problematiche sottese alla gestione dei rifiuti, dal ciclo dell’umido all’ipotesi, da scongiurare, di collocamento del biodigestore.

Il sottoscritto, insieme a tutta la deputazione irpina del Movimento 5 Stelle, si oppone alle sirene di chi promette sviluppo, ma compie scelte totalmente avulse dalle vere ricchezze dei nostri territori.

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