Lo stato presidi il territorio campano per tutelare la salute dei cittadini

Qualche giorno fa, nel giorno in cui ricorreva l’anniversario della morte di Paolo Borsellino, sono tornato a casa con il treno Roma-Napoli. Come ogni volta, mi sono soffermato ad osservare la grande quantità di rifiuti che si trova nelle immediate vicinanze dei binari.

Soprattutto nel tratto che va dalla nuova stazione di Afragola a Napoli, anche un occhio poco attento può notare grandi quantità di stracci. Si tratta di scarti di lavorazione dell’industria tessile, smaltiti illegalmente e poi incendiati senza nessun filtro, spesso insieme ad altri rifiuti pericolosi come l’amianto.

Allora, proprio in questa giornata particolare, ho potuto realizzare quanto ci sia in comune tra la morte di Borsellino e quella dei tanti cittadini del napoletano, dell’Irpinia e in tutta la Campania che muoiono di tumori riconducibili al contatto con rifiuti tossici con un’incidenza superiore alla media nazionale.

Paolo Borsellino è morto perché lo stato lo ha abbandonato, lo ha lasciato solo, non lo ha protetto. Allo stesso modo, si continua a morire di tumore perché lo stato lascia soli i suoi cittadini, non facendo la sua parte per preservare l’ambiente e la salute delle persone.

Lo sversamento illegale di rifiuti è, come ben sappiamo, in gran parte controllato dalle organizzazioni criminali, che al giorno d’oggi uccidono molto di più con i rifiuti tossici che con le pistole e con le bombe. Le mafie hanno cambiato business, ma i morti di tumore della regione Campania sono morti di camorra come quelli morti ammazzati. Si tratta di omicidi che ci mettono anni, decenni a portare alla morte effettiva della vittima, ma pur sempre di omicidi di stampo mafioso.

Oggi si continua a scaricare abusivamente nei Regi Lagni e in altri luoghi un tempo considerati paradisi naturali, ma nessuno sembra accorgersene.

Lo Stato ha il dovere di presidiare il territorio, di stare vicino ai cittadini, anche fisicamente.

Negli ultimi anni l’esercito presidia le strade e le stazioni delle più grandi città italiane. Sarebbe il caso che si cominciasse a pensare a presidi di quel genere anche sul territorio campano, per poter finalmente stroncare il fenomeno degli sversamenti illegali che stanno ammazzando il nostro territorio e il nostro futuro.

La lotta alla mafia oggi non può prescindere da una lotta al fenomeno dello smaltimento illegale di rifiuti tossici, e i cittadini campani, dopo anni durante i quali sono stati completamente dimenticati, meritano una maggiore attenzione da parte delle istituzioni.

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