Interpellanza urgente su Piano Ospedaliero

Oggi, giovedì 26 ottobre, ho presentato in Aula un’interrogazione urgente al Governo in merito a Piano Ospedaliero della Regione Campania. Di seguito, il contenuto della mia interrogazione e il video con l’interrogazione, la risposta del Governo e la mia replica.

Presidente, colleghi, nella regione Campania esistono 18 case di cura private polispecialistiche che non raggiungono lo standard strutturale di 60 posti letto ospedalieri accreditati previsto dal decreto ministeriale n. 70 del 2015, come si evince dalla lettura delle tabelle nn. 47,48,49,50,51 e 52 del piano ospedaliero regionale approvato con decreto del commissario ad acta n. 8 del 2018.

Ci si riferisce in particolare alle 18 case di cura private polispecialistiche di seguito elencate e suddivise per macroarea. Macroarea Avellino/Benevento (decreto del commissario ad acta n. 117 del 2014): Villa Maria-Villa Julie, di Mirabella Eclano, con 40 posti letto; Villa Ester, di Avellino, con 49 posti letto; Cura et Sanat San Francesco, di Telese Terme, 57 posti letto; Casa di Cura Ge.Po.S., di Telese Terme, 55 posti letto.

Per quanto riguarda la macroarea Caserta (decreto del commissario ad acta n. 131 del 2014): S. Anna Srl di Caserta, con 48 posti letto; Villa Fiorita di Aversa, con 34 posti letto; S. Paolo di Caserta, con 50 posti letto; Minerva Santa Maria della Salute di Capua Vetere, con 50 posti letto; e Villa Ortensia di Capua, con 55 posti letto.

Per quanto riguarda la macroarea Napoli 1 – Centro (decreto del commissario ad acta n. 118 del 2014): Villa delle Querce di Napoli, con 55 posti letto; l’Ospedale Internazionale di Napoli, con 30 posti letto; la Clinica Vesuvio di Napoli, con 33 posti letto.

La macroarea Napoli 2 – Nord (decreto del commissario ad acta n. 119 del 2014): Villa Maione di Villaricca, 50 posti letto; Clinica Sant’Antimo di Casandrino, 50 posti letto.

Per quanto riguarda la macroarea Napoli 3 – Sud (decreto del commissario ad acta n. 132 del 2014 e simili): La Madonnina di San Gennaro Vesuviano, con 50 posti letto; Santa Maria La Bruna di Torre del Greco, con 40 posti letto; Meluccio di Pomigliano D’Arco, con 30 posti letto; e Meluccio ex San Felice di Pomigliano D’Arco, con 40 posti letto.

Dette cliniche erogano prestazioni sanitarie a carico del Servizio sanitario regionale in violazione del divieto contenuto nell’articolo 2.5 dell’allegato al decreto ministeriale n. 70 del 2015, che dispone, a far data dal 1° gennaio 2017, la non sottoscrivibilità di contratti ex articolo 8-quinquies del decreto legislativo n. 502 del 1992 con le case di cura sotto la soglia di 60 posti letto.

La soglia di 60 posti letto è ormai stabilita dal decreto ministeriale n. 70 del 2015, oltre che come condizione di sottoscrivibilità degli accordi, anche come soglia di accreditabilità delle case di cura private. Per tale motivo, la presenza in regione Campania di cliniche private sotto la soglia di accreditabilità e di sottoscrivibilità dei contratti potrebbe costituire da un lato un pericolo per la salute dei pazienti che vengono curati in strutture che non rispettano i necessari standard ospedalieri, dall’altro un danno erariale per il Sistema sanitario ad esclusivo vantaggio dei privati. Il citato articolo 2.5 dell’allegato al decreto ministeriale n. 70 del 2015 imponeva al commissario ad acta De Luca di disporre la fusione o la riconversione delle summenzionate 18 cliniche private, obbligo che però secondo gli interpellanti è stato disatteso. Infatti il piano ospedaliero varato dal commissario programma per 9 delle suddette cliniche un aumento di posti letto del tutto funzionale ad ottenere il raggiungimento della quota 60 posti letto, misura non prevista dal decreto ministeriale n. 70 del 2015, una riconversione e nulla per le altre 8.

In regione Campania, a fronte di una massiccia presenza di case di cura sotto la soglia di 60 posti letto, si registra al contempo una totale carenza di ospedali Dea di I livello. Ne esiste appena uno (quello di Nocera Inferiore), a fronte di un fabbisogno ricompreso tra un minimo di 20 strutture, se prendiamo a riferimento un parametro di una ogni 300 mila abitanti circa, ed un massimo di 39, una ogni 150 mila abitanti, così come previsto ex articolo 2.3 del decreto ministeriale n. 70 del 2015.

Il commissario De Luca, con il decreto n. 8 del 2018, ha programmato l’istituzione di appena otto nuovi Dea di I livello, un numero del tutto insufficiente, motivo per cui la regione, a giudizio degli interpellanti, non rispetta gli standard di cui all’articolo 2.3 del decreto ministeriale n. 70 del 2015. La mancata programmazione dei necessari Dea di I livello sembrerebbe del tutto funzionale a garantire l’esistenza delle diciotto sopra menzionate microcliniche private, che, peraltro, non sono in possesso degli standard ministeriali.

Per questi motivi, chiediamo se il Governo intenda adottare le iniziative di competenza affinché il commissario ad acta modifichi il piano ospedaliero varato con il decreto commissariale n. 8 del 2018, tanto da assicurare: a) il rispetto degli standard ospedalieri relativi alla sanità privata, riducendo il numero delle cliniche con meno di 60 posti letto mediante le prescritte procedure di fusione e riconversione, così come previsto dall’articolo 2.5 dell’allegato al decreto ministeriale n. 70 del 2015; b) il rispetto degli standard ospedalieri relativi alla sanità pubblica, aumentando il numero degli ospedali Dea di I livello, così da raggiungere la soglia minima di 20 strutture ai sensi dell’articolo 2.3 dell’allegato al decreto ministeriale n. 70 del 2015.

Considerato che il commissario ad acta De Luca, ad avviso degli interpellanti, ha disatteso il compito di riportare la regione Campania entro gli standard del decreto ministeriale n. 70 del 2015, si chiede se il Governo non intenda adottare le iniziative di competenza per rimuovere il commissario dalla carica”.

 

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