Emendamento zone rosse

Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Decreto Rilancio, la palla è passata al Parlamento che dovrà convertirlo in legge.

Ho depositato numerosi emendamenti per contribuire a migliorare le misure, finanziate con 55 miliardi di euro.

Il primo tra gli emendamenti che ho depositato a mia prima firma si riferisce all’art. 112 del Decreto, che comprende un Fondo per i comuni individuati Zone Rosse dal Governo. Con il mio emendamento ho chiesto al Parlamento di autorizzare la spesa anche per tutti i Comuni inseriti in zone rosse individuate con Ordinanze Regionali. Non è stato facile giungere ad una versione equilibrata che tenesse insieme le diverse tipologie di zone rosse esistenti in tutta Italia. Nell’ultima settimana ho provato con buoni risultati a completare gli elenchi di comuni che sarebbero dovuti rientrare nel Fondo. Impresa necessaria per elaborare un emendamento che non solo deve finanziare tutti i comuni rimasti isolati durante le fasi più dure dell’epidemia, ma che deve farlo in modo chiaro e rapido per evitare che si areni nelle sabbie mobili dei decreti attuativi.

Molto del lavoro è stato assorbito proprio dall’aggiornamento dell’elenco dei comuni fornito dall‘Istituto Superiore dì Sanità che, così come l’elenco dell’Anci, non teneva conto di numerosi comuni interessati da provvedimenti che istituivano zone rosse.

Grazie a un quadro completo dei comuni che più di altri hanno subito gli effetti del Covid, abbiamo potuto elaborare dei criteri che tenessero conto anche delle differenze tra le varie zone rosse.

Attraverso questo emendamento, tutti i comuni che maggiormente hanno sofferto durante l’emergenza sanitaria avranno diritto ad un finanziamento a fondo perduto.

Nella fase di elaborazione dell’emendamento il Governo ha mostrato la massima collaborazione e dimostrato la volontà di non voler escludere nessuno. Tutti avranno pari condizioni di trattamento: per sopravvivere ad un virus che non conosce confini bisogna sostenere la tutte le Regioni e tutti i comuni del Paese.

Durante la crisi sanitaria che ci stiamo lasciando alle spalle abbiamo dovuto ragionare in una logica di rete per sopperire alle carenze delle Regioni, anche di quelle più virtuose. Per superare la crisi economica bisognerà abbandonare le logiche campanilistiche e impegnarci tutti a costruire reti tra lo Stato centrale e le Regioni, tra le Regioni e i Comuni e tra i comuni stessi.

Supereremo anche la crisi economica se lavoreremo per non lasciare indietro nessuno, soprattutto al Sud, che pagherà la crisi economica più delle Regioni del nord a causa di debolezze che precedono l’epidemia di Covid-19.

Seguirò l’emendamento nel suo iter presso la Camera e parteciperò alla discussione in Commissione e in Aula, fiducioso di raggiungere l’obiettivo.

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